martedì, 29 Novembre 2022
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Altamura, tra musica e storia per non dimenticare la Resistenza

Ciclo di incontri organizzati dall'associazione Campo 65

Verrà impreziosita dal concerto dei “Gang”, storica rock-band militante, che torna in Puglia, ad Altamura (Bari), in formazione completa dopo 20 anni, la seconda edizione di “Storie dal campo”, rassegna internazionale su luoghi e memorie del Novecento, organizzata nella città murgiana dall’associazione Campo 65, quest’anno nelle giornate del 14 e 15 ottobre, con una appendice il 21 ottobre. Special guest Adelmo Cervi, figlio del terzogenito dei sette Fratelli Cervi, eroi della Resistenza al nazifascismo, fucilati al poligono di tiro di Reggio Emilia nel 1943. L’esibizione si terrà il 14 ottobre alle 20.30 nel multicinema-teatro Mangiatordi. Ad Altamura proporranno, oltre ai classici cavalli di battaglia, il loro ultimo disco “Ritorno al Fuoco” che dà il nome anche al tour. I Gang hanno rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di ragazzi a partire dalla metà degli anni ’80, riuscendo a traghettare il rock verso le sponde della musica tradizionale delle radici con la consapevolezza che il passato e la memoria storica rappresentano un punto di partenza per la creazione di una musica senza etichette e senza frontiere. Il gruppo, di origini marchigiane, capitanato dai fratelli Marino e Sandro Severini, da sempre è schierato a sostegno delle lotte civili. Da quasi 40 anni sono considerati i portabandiera più coerenti e credibili di un rock sanguigno e travolgente, sempre di attacco e soprattutto militante. “Se ci chiedete da che parte stiamo, noi rispondiamo: ‘siamo con il Sud’”, hanno detto una volta. Chitarre e batteria al servizio di un messaggio politico-culturale ben chiaro e definito che, prendendo spunto dalle sonorità punk dei Clash di Joe Strummer, li ha resi testimoni e cantori di una realtà per molti versi simile alla Londra cantata dal celebre gruppo inglese. Negli album realizzati, in tutto una decina, sono sempre rimasti fedeli ad una linea di pensiero solidale con gli oppressi ed attenta alle ingiustizie sociali, che ha reso la band di Filottrano un punto di riferimento più unico che raro nel panorama musicale italiano. Coscienza e memoria, radici ed ali, terra e fuoco, lotta e speranza: questi gli ingredienti che da sempre costituiscono la ricetta dei Gang. Questi ultimi hanno dimostrato di poter passare con disinvoltura dal linguaggio crudo e immediato del punk a quello più complesso e ricercato della canzone d’autore, senza dimenticare l’immenso potenziale della tradizione popolare più genuina. Un tesoro inestimabile, che si inserisce a pieno titolo nei capisaldi musicali e culturali d’Italia. Il concerto è organizzato dall’associazione Campo 65, in collaborazione con Pomodori Music e Suoni della Murgia.

La rassegna, seconda edizione di “Storie dal campo”, ha avuto come prologo gli incontri con le scuole (Liceo scientifico e classico), di Malcolm Gaskill, storico e scrittore inglese, pro-nipote di Ralph Corps, il militare inglese prigioniero del campo 65 ‘Altamura-Gravina’ tra il 1942 e il 1943, protagonista di una fuga rocambolesca, infine sventata, e poi partigiano nel nord Italia. Quest’anno il tema è: “Sguardi Partigiani”.

Oltre al concerto dei Gang, sono previsti diversi appuntamenti di approfondimento delle tematiche riguardanti la Resistenza nel Mezzogiorno e in particolare nell’entroterra barese, nella Bat e a Matera. Innanzitutto il convegno, con interventi di storici e ricercatori di prestigio, in programma la mattina del 14 ottobre, alle 10, sempre al teatro Mangiatordi riservato alle scuole (con replica aperta a tutta la cittadinanza nel pomeriggio, prima del concerto), sul tema “La guerra di Liberazione vista dal Nord e dal Sud Italia. Dalla ‘prima resistenza’ operata nei territori del sud fino alle formazioni partigiane operanti nel centro e nord Italia”. Il focus sarà rappresentato dal confronto tra i primi episodi di guerra partigiana al Sud, oggetto di riscoperta, approfondimento e valorizzazione negli ultimi anni, e la Resistenza del Nord, più conosciuta dal grande pubblico, con uno sguardo anche al contributo fornito di chi non era inquadrato nelle classiche formazioni di ribelli antifascisti che abbiamo imparato a conoscere. Sabato 15 ottobre, alle 17, nella sala “Tommaso Fiore” del Gal (Monastero del Soccorso), seminario di approfondimento su “I Giorni dell’oppressione: guerra e pace nell’Alta Murgia e Terra di Bari. Le caotiche e drammatiche vicende di resistenza spontanea in Basilicata e Puglia durante l’autunno del 1943”. Con il contributo di studiosi e ricercatori locali si parlerà di alcuni episodi di resistenza spontanea al nazifascismo in alcuni centri della provincia di Bari, della Bat e a Matera, in Basilicata: da Barletta a Spinazzola, da Bitetto a Corato-Andria, da Altamura fino alla città dei Sassi.

La mattina del 15 ottobre, alla presenza e con il supporto di guide, ricercatori, storici, archeologi, la visita al Campo 65 sulla strada per Gravina e alle poche baracche sopravvissute (una dozzina, compresa la palazzina comando), per un viaggio nelle memorie di quella che fu dal 1942 al 1943 (venne costruita nel ’41) la più grande struttura in Italia per prigionieri degli eserciti alleati durante la seconda guerra mondiale. Verrà data la possibilità ai cittadini e agli studenti di conoscere dal vivo l’area di proprietà del Comune di Altamura dove furono detenuti migliaia di soldati del Commonwealth britannico catturati da Germania e Italia sul fronte bellico nord africano. In seguito diventò campo di addestramento per partigiani per la liberazione della Jugoslavia, fino al termine della guerra. Infine, nel periodo post bellico e fino ai primi anni sessanta, il campo accolse i profughi italiani provenienti dall’Istria, dalla Dalmazia, dalla Venezia Giulia e dalle ex colonie. Parteciperà alla visita Adelmo Cervi, figlio di Aldo, terzogenito dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti al poligono di tiro di Reggio Emilia nel 1943. Si farà anche il punto sulle due campagne di scavo archeologico già condotte nel Campo e verranno anticipati alcuni contenuti della imminente terza sessione di scavi già programmata.

La rassegna “Storie dal Campo-Sguardi Partigiani” è organizzata dall’associazione Campo 65, in collaborazione con l’Ipsaic (Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea), le Università di Bari, Foggia e Matera, guide abilitate e volontari, il Liceo Scientifico Federico II e Classico Cagnazzi di Altamura e  l’Anpi, Associazione nazionale partigiani italiani sezione di Altamura.

Infine il 21 ottobre ultimo appuntamento con un incontro su “Il dottor Marius Nasta e la Legione romena d’Italia al campo di Casale, storia di resistenze e di salvataggi” (sala consiliare del Comune di Altamura-ore 18). Nell’area di Casale, nei pressi di Altamura sulla strada per Santeramo, fu attiva un’altra struttura (ormai scomparsa) di detenzione di prigionieri, durante la prima guerra mondiale, dove venivano rinchiusi i soldati dell’esercito austro-ungarico. Molti vi trovarono la morte a causa delle malattie, prima tra tutti il tifo esantematico, e delle scarse condizioni igienico-sanitarie. In diversi, tra i quali molti romeni, sono seppelliti nel cimitero cittadino dove è stato eretto un monumento e dove i caduti ogni anno vengono omaggiati nella ricorrenza del 2 novembre. La Legione era un corpo di volontari di nazionalità romena dotato di bandiera propria, che combatté sul fronte italiano, a fianco dei nostri soldati, contro l’esercito austro ungarico, aspirando al progetto politico e nazionale romeno.

La Rassegna di ottobre si inserisce nell’ambito più generale delle attività che l’associazione “Campo 65” svolge dalla sua fondazione, con lo specifico obiettivo di promuovere e far conoscere, ad un pubblico sempre più vasto, il patrimonio storico-archeologico (archeologia del contemporaneo) relativo ai luoghi e alle memorie di guerra dell’Alta Murgia per creare nuove opportunità di confronto e di aggregazione sociale e istituzionale.

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