giovedì, 18 Aprile 2024
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Altamura, sequestro di persona, rapina e tentata estorsione: due arresti 

I due arrestati sono stati associati al carcere di Bari a disposizione della locale Procura della Repubblica.

I Carabinieri di Altamura hanno dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa da Gip del Tribunale di Bari, per sequestro di persone, rapina e tentata estorsione notifica nei confronti di due giovani, originari del posto, con l’accusa (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) di sequestro di persona rapina e tentata estorsione.

La scorsa mattina, i militari della Sezione Operativa della Compagnia di Altamura, a conclusione di mirata attività investigativa svolta nell’ambito dei controlli straordinari posti in essere nel centro storico della città, hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare nei confronti di due giovani la cui vicenda trae origine da alcune segnalazioni di privati cittadini che avrebbero assistito alle azioni “aggressive” poste in essere nei confronti di due vittime (padre e figlio). Sulla scorta delle prime frammentarie notizie apprese dal personale della Sezione Operativa, sono stati estrapolati i filmati dei circuiti di video sorveglianza presenti in prossimità del luogo in cui si è verificato l’evento, nonché sono state acquisite notizie più approfondite dalle persone a conoscenza dei fatti, attività che ha consentito di delineare, nel dettaglio, le dinamiche della vicenda con il conseguenziale deferimento dei due soggetti all’Autorità Giudiziaria alla quale è stata richiesta l’emissione di misura cautelare. Precisamente i due giovani si introducevano nell’abitazione delle due vittime, chiudendo la porta di ingresso alle spalle, e dopo averle minacciate e percosse si impossessavano della somma contante di 220,00 euro, intimando loro di effettuare un pagamento della somma di euro 100,00 mensili per “non essere più disturbati”.

I due arrestati, le cui responsabilità dovranno essere accertate nel corso del successivo giudizio, sono stati associati al carcere di Bari, a disposizione della locale Procura della Repubblica e, a seguito di interrogatorio di garanzia e confronto con la difesa dinnanzi al GIP, sono rimasti ristretti presso il carcere del capoluogo pugliese.

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