martedì, 27 Settembre 2022
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Altamura, l’associazione Campo 65 risponde alle opposizioni

Polemiche sterili e inutili secondo l’associazione Campo 65

In risposta al comunicato stampa diffuso da alcuni consiglieri comunali di opposizione del Comune di Altamura e da un consigliere regionale- rilanciato da qualche testata giornalistica online alle quali chiediamo di pubblicare il presente comunicato – riteniamo doveroso precisare quanto segue.

Lunedì 5 settembre nell’Agorateca-Biblioteca di Comunità di Altamura si è tenuto un incontro, molto partecipato, con lo storico Eric Gobetti che ha presentato il suo ultimo libro “E allora le foibe?” edito dalla Laterza all’interno della collana “fact-checking”.

L’evento rientra a pieno titolo tra le attività di recupero, valorizzazione e divulgazione delle memorie e dei luoghi dell’Alta Murgia legati agli eventi bellici del Novecento. In questa ottica il Campo 65 costituisce un luogo rappresentativo delle tragedie che hanno attraversato lo scorso secolo: dal 1942 al 1943 campo per prigionieri di guerra alleati in mano italiana (il più grande d’Italia), poi, campo di istruzione dell’Esercito di Liberazione della Yugoslavia (1943-45) e, infine, Centro Raccolta Profughi del dopoguerra (1951-62)

Riteniamo le polemiche, rilanciate e fatte proprie dai consiglieri comunali di opposizione, relative alla pubblicazione di Gobetti, assolutamente vuote, pretestuose e con il principale obiettivo di strumentalizzare le vicende e le sofferenze dei profughi Istriano-Dalmati a fini di propaganda politica. Se i firmatari del comunicato stampa si fossero sforzati di andare oltre la semplice lettura del titolo e/o avessero partecipato all’incontro di lunedì, si sarebbero resi conto che non vi è stata nessuna negazione, nessuna riscrittura ma, semplicemente, la volontà di voler riportare la vicenda storica al suo dato di realtà, provando a fissare la dinamica degli eventi e le sue conseguenze. Riproporremo il contenuto video integrale dell’intervento dell’autore, sui nostri canali FB e Youtube, in maniera che ognuno possa farsi un’idea di quanto è stato detto.

E’ doveroso sottolineare che per questo evento non è stato richiesto, e pertanto concesso, alcun patrocinio al Comune di Altamura. Stante la natura storico culturale dell’evento, è stata invitata a partecipare l’assessore alla cultura Margherita Fiore.

Nel merito delle considerazioni mosse sull’operato della Associazione Campo 65, è opportuno ricordare che, grazie alle nostre ricerche ed attività, negli ultimi 4 anni si è riusciti ad accendere, a distanza di ottant’anni dalla sua costruzione, l’attenzione internazionale su questo luogo dimenticato da tutti che si ritrova oggi in uno stato di profondo abbandono ed a rischio di crollo.

Abbiamo iniziato le nostre ricerche ed attività “travolti” dalla documentazione inedita che abbiamo recuperato tra gli archivi pubblici e privati di tutto il mondo, con l’intenzione di proseguire nel tempo in ordine cronologico.

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Dal 2019 sono oltre 200 i ragazzi dei Licei Classico e Scientifico di Altamura coinvolti nelle ricerche coadiuvati da docenti, storici ed archeologi da tutto il mondo. La documentazione è così copiosa che, alla data odierna, abbiamo processato a malapena un terzo di quanto recuperato.

Dato che svolgiamo le nostre attività con risorse umane (ed economiche) risicatissime e su base volontaria non retribuita, siamo ben lontani dall’esaurire lo studio di questi documenti ed il relativo inserimento nel portale web del Campo 65. Quest’ultimo, tra l’altro, nasce grazie ad un finanziamento della Regione Puglia, recepito dal Comune di Altamura e finalizzato alla divulgazione della prima fase del campo. Grazie a questo finanziamento e ai contributi culturali forniti gratuitamente dalla Associazione Campo 65 e dagli archeologi delle Università di Bari e Foggia, è stato possibile realizzare oltre al portale anche una pubblicazione e una mostra itinerante, sottolineiamo, per chiarezza ai consiglieri comunali di una parte dell’opposizione, sempre relativa al periodo dei prigionieri di guerra. Pertanto il portale è ancora “work in progress” e mancano del tutto le sezioni riguardanti sia la fase del Centro Raccolta Profughi che quella del Campo Istruzione Yugoslavo.

Non siamo i depositari unici del sapere di questo luogo, siamo semplicemente tra i pochi che se ne stanno occupando in maniera sistematica, accompagnati in questo percorso dalle Università di Bari, Foggia e Matera, dall’IPSAIC, Istituto pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea  (tutti presenti nel comitato tecnico citato nel comunicato stampa) e supportati dal Comune di Altamura, nostro principale referente, presente e futuro, in quanto proprietario del sito, dalla Regione Puglia, dal MIC e dagli storici, archeologi ed antropologi italiani e stranieri attivi sul tema.

Svolgiamo questa attività con grande impegno (lo dimostrano le decine di attività svolte fino ad oggi) pur non avendo nessun tipo di gestione o accordo con il Comune di Altamura a cui, di fatto, siamo tenuti a chiedere ogni volta permesso ed autorizzazione per poter accedere e svolgere attività nel sito.

Ciononostante continuiamo a stimolare le istituzioni a tutti i livelli affinché si occupino di questo luogo. Lo facciamo con uno spirito propositivo e costruttivo, non polemico, di partecipazione politica nel senso nobile del termine, ossia di cura della cosa pubblica. Il nostro è un progetto aperto che vede la partecipazione di tantissime realtà associative presenti nel territorio e non solo. La “comunità di patrimonio” che ci onoriamo di guidare ricomprende persone residenti nei cinque continenti. Pertanto se ci sono altre energie positive che vogliono contribuire al recupero, valorizzazione e divulgazione della storia di questo luogo sono liberissime di farlo, assieme a noi o in maniera autonoma, ma sempre nel rispetto della storia del luogo e delle memorie di tutti gli uomini e di tutte le donne che vi hanno vissuto.

Ad oggi, in verità, abbiamo assistito spesso a sterili attacchi mediatici dopo eventi organizzati dalla nostra associazione o in occasione dell’annuale ricorrenza della giornata del Ricordo.

Nel concreto, se qualcuno vuole contribuire al portale del Campo 65 con dei contenuti relativi ad altre fasi del campo, al momento mancanti per i motivi di cui sopra, liberissimi di farlo a patto, ovviamente, di una preventiva validazione da parte del comitato tecnico sopracitato.

Sempre nel merito e con riferimento alla questione della targa, ricordiamo che abbiamo da qualche mese depositato una proposta che prevede la realizzazione di un percorso di visita all’aperto con l’apposizione di cartellonistica relativa a tutte le fasi storiche del Campo, al fine di permettere una immediata e formativa fruibilità del luogo a beneficio di visitatori, studenti, studiosi e parenti di chi vi ha vissuto. Proposta questa ben più articolata e completa di una semplice apposizione di una targa che, tra l’altro, da quanto si evince dal comunicato, intenderebbe ricordare una sola fase apparentemente degna di attenzione (quella dei Profughi).

Siamo rammaricati di una presa di posizione e di accusa nei confronti di situazioni e soggetti di cui si conosce poco quanto nulla. Nel rispetto del ruolo istituzionale di consiglieri dell’opposizione eletti democraticamente ed espressione di una parte della comunità di cui facciamo parte, siamo assolutamente disposti ad ogni tipo di confronto di carattere pubblico o privato, da tenersi auspicabilmente in presenza.

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