lunedì, 15 Luglio 2024
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Matera, svelata la tela ‘Prato rosso’ di Salvatore Sebaste

Alla sala "Mandela", nella mattinata di mercoledì 12 giugno, è stata svelata la tela donata al comune di Matera

Si chiama “Prato rosso”, la tela donata al Comune di Matera dall’artista 85enne salentino Salvatore Sebaste.

Residente a Metaponto da 65 anni, ma operativo anche tra Bologna e Milano, Sebaste vuole proseguire così la linea di condivisione istituzionale e comunitaria delle sue creazioni.

La tela farà bella mostra di sé nella sala “Mandela” del municipio, storica sede istituzionale di incontri pubblici, conferenze stampa e matrimoni civili.

Tutti potranno ammirare l’opera realizzata da Sebaste nel lontano 1986, ispirandosi al rosso porpora di un grande campo di papaveri alla periferia di Metaponto.

L’artista ha raccontato che l’ispirazione gli è venuta stendendosi sul campo di papaveri e guardando il cielo, quindi fondendo il rosso intenso della terra metapontina con l’azzurro e il bianco delle nuvole in viaggio.

«L’artista non crea, ma interpreta e decodifica la realtà – ha detto Sebaste -, offrendo al fruitore dell’opera tante possibili interpretazioni di essa a seconda della propria sensibilità.

La condizione per poter ricevere il Prato rosso, era di doverla esporre perché nell’atto di donazione c’è questa unica prescrizione».

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Sebaste ha raccontato la genesi della sua creatività e dell’opera donata al Comune, definendo l’arte come scienza e ricerca continua.

Così il sindaco, Domenico Bennardi, con l’assessore alla Cultura Tiziana D’Oppido, si è subito attivato per trovare quella location vicina alle opere di Ortega, grande amico di Sebaste, che circondano il prato rosso.

«Pittore, scultore e incisore, Sebaste in Basilicata è stato folgorato nel 1959 dalla bellezza del territorio – ha commentato il sindaco -.

Ringrazio il Maestro per questo atto di grande generosità; del resto lui è stato anche presidente del prestigioso circolo “La Scaletta” a Matera. Mi fa piacere per la presenza dell’avvocato De Ruggieri, con il quale collaborò negli anni ’70 incontrando intellettuali, scrittori e artisti, come appunto Josè Ortega.

Per questo ho voluto affiancare la sua opera a quelle del Maestro Ortega, per riprodurre lo spirito creativo di quegli anni, quando ha conosciuto Levi, Guerricchio e Treccani. Ringrazio la responsabile dell’ufficio di Piano, Caterina Rotondaro, per aver favorito questo incontro con Sebaste.

L’opera sarà inventariata e rientrerà a pieno nel patrimonio del Municipio di Matera. Grazie a Sebaste, ricercatore e artista creativo e sperimentatore. Lui non si è mai fermato, ispirandosi al territorio suggestivo della Magna Grecia».

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