sabato, 18 Maggio 2024
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Puglia, invasione di pappagalli verdi nelle campagne

Agricoltori spaventati, interviene anche Coldiretti

Se vi è capitato di girare per le campagne intorno a Molfetta e nel territorio dell’Alta Murgia, sicuramente non vi sarà sfuggita la presenza di differenti pappagalli verdi.

Animali abituati al clima tropicale e spinti nella provincia barese dal cambiamento climatico e dal conseguente caldo, sono oramai il più grande nemico degli agricoltori pugliesi, soprattutto baresi.

Frutta e soprattutto mandorle le vittime preferite dei pappagalli, ma non solo sono alimentari i danni che arrecano agli agricoltori, molti lamentano danni agli impianti.

Ad intervenire anche Coldiretti Puglia: l’azienda si è, infatti, espressa pubblicamente per chiedere un piano di contenimento del volatile all’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia.

Le zone colpite maggiormente, secondo Coldiretti, sono diverse. Dal primo insediamento a Molfetta avrebbero preso possesso di città e campagne a Bari, Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Santo Spirito, Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto, Grumo Appula, fino a spingersi sull’Alta Murgia, con segnalazioni anche da Andria.

L’animale in questione è il “parrocchetto monaco”, specie dei Myiopsitta monachus Boddaert, e agisce spaccando il guscio legnoso della mandorla estraendone con la lingua il frutto, staccando i frutti o lasciandoli divorati e danneggiati sugli alberi.

Secondo i dati rilevati dalla stessa Coldiretti Puglia, attualmente una superficie pari a 19.428 ettari di terra pugliese è destinata alla coltivazione del mandorlo, pari al 35,05% della superficie nazionale.

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Un dato, questo, che rende la Puglia seconda regione per produzione di mandorle fornendo il 33% della produzione totale nazionale e di cui ben il 63% vengono coltivate nella provincia di Bari.

Insieme ai pappagalli, segnalazioni degli agricoltori arrivano anche per gli stormi che colpiscono particolarmente il settore olivicolo, anche qui con danni non poco rilevanti nel conteggio totale degli olivi coltivati; il tutto senza dimenticare l’ormai noto caso nazionale del “killer dei mari”, il granchio blu, all’assalto del mar mediterraneo e delle coste pugliesi.

Tanti restano i casi generali di fauna selvatica che sempre più complicano la vita degli agricoltori e delle loro coltivazioni, in un settore spesso troppo facilmente ignorato, ma pur sempre essenziale e questo nuovo insediamento non fa che confermare l’oramai noto cambiamento climatico che, in questi tempi, i nostri territori stanno vivendo.

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