martedì, 29 Novembre 2022
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Ad Altamura, una mostra dedicata a Luigi Guerricchio

Opere in mostra fino al 7 dicembre nel monastero di Santa Croce

«La forma delle cose mi turba»: potrebbe essere questo il sottotitolo della mostra di Luigi Guerricchio Anni Settanta che si inaugura questa sera, Giovedì 17 novembre 2022, alle ore 18.00 ad Altamura, a Palazzo Santa Croce . La citazione – riportata nel catalogo [Torre di Nebbia Edizioni] – appartiene all’autore delle 30 opere [dipinti e tecniche miste] esposte in mostra.

Interverranno Maria Angelastri, Docente di Storia dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Bari [in sostituzione della co-curatrice impossibilitata a intervenire]; Michele Saponaro, Storico dell’Arte del Ministero della Cultura a.r.; Antonio Guerricchio, Responsabile dell’Archivio Guerricchio; il gallerista Vincenzo Luigi Ferrara e la Storica dell’Arte Tiziana Moramarco [per conto di Francesco Di Gregorio, Presidente ARCI].      

                La mostra – promossa da Enzo Ferrara, con la collaborazione di Antonio Guerricchio, geloso, attento e amorevole custode dell’Archivio Guerricchio – è curata da Mariadelaide Cuozzo, Docente di Storia dell’arte contemporanea dell’Università degli Studi della Basilicata e da Michele Saponaro che negli anni Ottanta ha conosciuto e frequentato Luigi Guerricchio fino al suo ultimo e fatidico giorno di vita quando a Matera nel Caffè Hemingway, il 25 giugno1996, fu presentato Il Mercante della Murgia, il testamento artistico del “Guttuso della Murgia”.

                «Nato nel 1932, Guerricchio appartiene – come scrive la Cuozzo nel suo saggio – a quella generazione di artisti lucani che esordirono negli anni Cinquanta sotto la fondamentale influenza intellettuale di Carlo Levi, Rocco Scotellaro, Leonardo Sinisgalli, Ernesto de Martino e della cultura politica di segno meridionalista. La sua storia fu inizialmente caratterizzata da un nomadismo cosmopolita, da allontanamenti e ritorni, da viaggi, contatti e conoscenze fondamentali che gli consentirono di allargare i propri orizzonti culturali».

                E ancora:  «Tra la fine degli anni Sessanta e gran parte degli anni Settanta, in un momento apicale della produzione figurativa di Guerricchio, ben rappresentato dalle opere inedite selezionate, si apre una fase di intenso sperimentalismo coniugato a una raggiunta padronanza dei mezzi espressivi. Tale straordinaria stagione creativa, intensamente emozionale, fu caratterizzata da un espressionismo violento che stravolgeva le coordinate spaziali e figurative, sospendendo la rappresentazione tra realismo e visionarietà. Sia nei dipinti che nei disegni e nelle incisioni, l’artista raffigurava i suoi luoghi e la sua gente; tuttavia nella sua interpretazione il noto e il quotidiano si rivelano essere tali solo in apparenza, mutandosi in apparizioni tutt’altro che rassicuranti che nascondono un lato inquietante e quasi alieno».

                Hanno collaborato alla mostra e al catalogo: Pino Colonna [grafica], Antonello Di Gennaro [riprese fotografiche delle opere], Michele Cosola – Selecta [allineamenti cromatici e prove colore], Giuseppe Forte – Grafica & Stampa [stampa materiali della comunicazione e del catalogo], Antonio Nuzzi – Digital Print [stampa del pannelli introduttivi], Giovanni Di Trani [allestimenti].

                Si ringrazia Vito Di Lena di Sistemalab srl per aver messo a disposizione le strutture espositive.

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                Le straordinarie foto, in rigoroso bianconero, che ritraggono Luigi Guerricchio nel suo studio, sono di Giuseppe Maino: la sua prematura scomparsa, avvenuta qualche anno fa, ha lasciato un vuoto incolmabile nel campo della fotografia.

                E’ possibile visitare la mostra fino al 7 dicembre 2022, tutti i giorni dalle ore 16.00 alle 21.00 e la Domenica anche in ore antimeridiane dalle ore 10.00 alle 13.00. Ingresso libero.

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