domenica, 5 Febbraio 2023
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Asl Bari, ecco i dati reali su mammografie e interruzioni di gravidanza

Sanguedolce: «Giusto precisare per dare merito al lavoro quotidiano degli operatori sanitari»

Sono 63.756 le mammografie eseguite a Bari e provincia nel 2022, di cui 32.863 di screening (donne tra 50 e 69 anni) e 30.893 di senologia clinica (donne dai 40 ai 49 anni e oltre i 70). I tempi medi d’attesa, per le mammografie prenotate nel corso dell’anno da donne fuori fascia screening, non superano i 43 giorni con un rispetto pari al 92,6% dei tempi previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa (PNGLA), al netto dei casi urgenti che vengono gestiti con accesso diretto ed entro 10 giorni nei Centri di riferimento ASL.

«Questa narrazione circolata su alcuni media, sebbene in forma di parodia, non corrisponde alla realtà sanitaria di Bari. I dati reali – commenta il Direttore generale Antonio Sanguedolce – sono esattamente l’opposto di notizie e parodie legate alla nota fiction “Le indagini di Lolita Lobosco” circolate in queste ore e foriere di una rappresentazione non vera, perciò è oltremodo necessario precisarlo per dar merito dei risultati raggiunti a seguito del lavoro incessante degli operatori sanitari impegnati nel garantire una risposta adeguata e tempestiva ai bisogni delle donne».

Screening e senologia clinica: la prevenzione funziona

Sono stati oltre 65mila gli inviti ad eseguire una mammografia inviati nel 2022, pari ad un’estensione che ad oggi ha raggiunto già l’82 per cento della popolazione femminile target. Sono i primi parziali risultati raggiunti dal programma di screening mammografico della ASL Bari rivolto alle donne dai 50 ai 69 anni, una platea che a Bari e provincia assomma a circa 92.500 utenti interessate. Alla base il complesso e certosino lavoro della rete dei 10 Centri dedicati allo Screening mammografico e della segreteria screening. Per le donne alle quali l’invito, per un qualsiasi motivo, non dovesse essere arrivato, è stato inoltre previsto l’accesso diretto attraverso il Numero verde (800 055 955 – attivo dal lunedì al venerdì ore 8.30-12.00, martedì e giovedì ore 15.30-17.30) oppure tramite la mailscreeningoncologici@asl.bari.itsenza più la necessità di doversi rivolgere al CUP.

IVG: accesso garantito a tutte le donne

Per quanto riguarda le interruzioni di gravidanza, il Servizio sanitario pubblico ha garantito prestazioni con zero attese nel 2022 su oltre 2mila IVG eseguite tra Bari e provincia. Nel territorio di competenza della ASL di Bari, peraltro, viene effettuato il 40 per cento del numero complessivo di IVG della intera regione.

«La ASL è un punto di riferimento e supporto anche per le donne – prosegue Sanguedolce – che facciano richiesta di una interruzione volontaria di gravidanza. Non esistono liste di attesa. La presa in carico nei nostri centri non supera i 3/4 giorni e le emergenze vengono affrontate anche in giornata».

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La quasi totalità – circa l’80 per cento – delle interruzioni di gravidanza avviene con il metodo farmacologico, e la ASL Bari è una delle pochissime realtà in Italia ad offrire questa possibilità alle pazienti, come procedura di prima scelta, in linea con quanto stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.  L’accesso ai servizi della ASL che si occupano di pianificazione famigliare è gratuito e diretto: le donne possono accedere tramite consultorio, medico di medicina generale, recandosi di persona o contattando le singole unità operative del “Fallacara” di Triggiano o dell’Ospedale San Paolo di Bari.

In ultimo, la contraccezione viene offerta gratuitamente nei centri della ASL e di recente, per potenziare ulteriormente l’offerta sanitaria, è stato attivato un innovativo servizio di messaggistica istantanea, EvƏ (366 6240059) per la salute sessuale e riproduttiva, operativo tutti i giorni, sabato, domenica e festivi compresi, dalle 8 alle 20.  La ASL di Bari propone non solo la contraccezione ormonale, ma anche i dispositivi intrauterini: l’offerta si completa con i dispositivi medicali, per tutte quelle donne che non possono assumere sostanze ormonali o sono soggetti a rischio di una gravidanza indesiderata, avendo poche possibilità di eseguire visite di controllo o che tendono all’abbandono del metodo contraccettivo per mancata aderenza o difficoltà ad accedere ai servizi.

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