domenica, 2 Ottobre 2022
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Altamura: “Il Museo in piazza”, quando un cantiere riesce a promuovere una città

Grazie al superbonus ad Altamura nasce un museo a cielo aperto tra via Veneto e viale Regina Margherita.

Non un semplice intervento di superbonus ma un vero e proprio “museo in piazza”. Questo per i prossimi mesi sarà quello che i cittadini di Altamura e i turisti che stanno tornando a vivere la città vedranno passeggiando per le vie del centro.

Grazie alla Cobar spa che ha ottenuto l’affidamento dei lavori per la realizzazione degli interventi di rigenerazione ed efficientamento dell’immobile, infatti, i teli che copriranno i lavori saranno un vero e proprio piacere da gustare con gli occhi. Un modo per pubblicizzare e valorizzare le opere d’arte presenti sul territorio attraverso un museo a cielo aperto accessibile a tutti. Tanto che le scuole potrebbero anche organizzare qualche “visita guidata” da settembre in poi per portare grandi e piccoli a scoprire le ricchezze del territorio prima magari di farli immergere in un vero tour dei musei da cui le opere provengono.

Sui teli che ricoprono e ricopriranno il palazzo nei mesi di lavoro da parte della ditta, per volontà della società di Vito Barozzi, sono raffigurati infatti opere, manufatti, reperti archeologici, quadri e ritrovamenti conservati nei musei del territorio o rinvenuti in chiese rupestri della diocesi di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti (e ancora lì conservati).

Prossimamente, nei pannelli lungo il marciapiede si potranno leggere nel dettaglio le caratteristiche di ognuna delle opere raffigurate e approfondirne la conoscenza.

Le opere che sono state riportate sui teli sono divise in due sezioni. Quelle sul telo allestito lungo la facciata del palazzo in via Veneto provengono dall’Archivio della Biblioteca Museo Civico (A.B.M.C.), dal Museo Diocesano Matronei Altamura (MUDIMA) e dal Museo Nazionale Archeologico; invece, quelle riportate sul telo esposto sulla facciata di viale Regina Margherita provengono tutte dalle chiese rupestri, alcune impossibili da raggiungere e visitare.

L’intervento è stato realizzato da Cobar Spa in accordo con la Direzione Regionale Musei Puglia, Museo Diocesano Matronei Altamura (MUDIMA), Archivio Biblioteca Museo Civico (ABMC) Altamura, Associazione Turistica Pro Loco Altamura e Diocesi di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti. 

«Quando ci siamo trovati davanti a questo progetto abbiamo subito capito che avremmo potuto fare molto più che un intervento di rigenerazione – spiega Vito Barozzi, amministratore di Cobar -. Volevamo portare bellezza, come sempre cerchiamo di fare nella nostra città. E così abbiamo deciso di realizzare il museo a cielo aperto attraverso CobarPer, il programma di sponsorizzazioni e responsabilità sociale di impresa dell’azienda nato per contribuire in modo strategico alla generazione di valore in settori specifici, affini alla sua missione, al suo business e ai suoi valori, a partire dal territorio più vicino. La nostra speranza è che anche altri decidano di fare come noi per rendere la nostra città sempre più bella».

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Qui di seguito tutti i dettagli del “Museo in Piazza” con foto dei pannelli e dei reperti esposti e loro descrizione.

L’ARTE RUPESTRE ALTAMURANA

Gli innumerevoli insediamenti rupestri rinvenuti nel territorio altamurano sono la traccia più evidente di una presenza umana costante nel tempo che ha fatto delle grotte semplici abitazioni, chiese, cripte, luoghi per le comunità cenobitiche, necropoli, etc.

Gli insediamenti più importanti sono quelli di San Michele delle Grotte, che risalirebbe al X sec. d.C e ospitava un luogo di culto dedicato all’arcangelo Michele; di Jesce, zona abitata dal IV al II secolo a.C. e per tutto il Medioevo, sede di una maestosa masseria che custodisce una chiesa ipogea adornata da pregevoli affreschi; di San Giorgio a Carpentino, un insediamento nato dopo le incursioni longobarde, che ospita una piccola cripta con un affresco di un Cristo crocifisso della seconda metà del XV secolo; di Fornello, un insediamento rupestre è composto da circa venticinque unità di cui alcune adibite a chiesa con affreschi oggi in fase di restauro; di Curtaniello, una grotta carsica adibita a luogo di culto da una comunità pastorale con un’immagine dell’Arcangelo Michele dipinta su una parete. 

GLI AFFRESCHI RUPESTRI

MADONNA CON BAMBINO 

Località Jesce- Altamura

L’affresco troneggia sull’altare principale della cripta del casale fortificato di Jesce, situato a 10 km dall’abitato di Altamura, ai margini dell’antica Via Appia.

L’opera colpisce immediatamente il visitatore che si affaccia nella chiesa ipogea. La Madonna è dipinta secondo il modello dell’Hodighitria (colei che indica il cammino); ha il capo inclinato a sinistra verso il figlio benedicente che guarda con tenerezza materna.

La Vergine Maria ha un viso dall’ovale allungato e dolcissimo, è seduta su un trono, indossa una veste bruna e una cuffia sulla quale vi è il maphorion (il manto) di colore rosso porpora. Ha in braccio il Bambino che le porge una melagrana (che ha il significato di “nascita fruttuosa” per i numerosi grani, mentre il succo rosso allude al sangue versato nella Passione). Gesù indossa una veste lunga fino ai piedi, divisata, di colore rosa e verde acqua, una rappresentazione piuttosto rara negli affreschi pugliesi.

LA MADDALENA

Località Fornello – Altamura

L’opera fa parte di un ciclo di affreschi eseguiti sulle pareti di una grotta-chiesa in località Fornello, nei pressi di Altamura.

Il complesso ipogeo, rimasto abbandonato da decenni, sta tornando a nuova vita grazie all’interessamento dei nuovi proprietari dell’area in cui si trova la grotta.

La Maddalena, dipinta su un pilastro situato all’ingresso della cavità, è raffigurata in posizione stante, vestita con un maphorion rosso mattone e col capo nimbato (ornato da un’aureola). Il dipinto, pur essendo opera di un autore ignoto pugliese del XIV secolo, rivela caratteri manieristici che riportano alla cultura figurativa bizantina più antica.

ARCANGELO MICHELE
Via Madonna della Croce

L’intero complesso ipogeo di San Michele delle Grotte prende il nome da questa figura che domina l’affresco sull’altare di fronte all’ingresso principale della grotta. 

Passata qualche decennio fa in proprietà dell’Archivio Biblioteca Museo Civico (A.B.M.C.) di Altamura, la grotta-chiesa è stata recuperata a livello strutturale dopo decenni di abbandono e incuria.

La figura dell’Arcangelo, che rivela segni di numerosi altri interventi pittorici nel corso degli ultimi quattro secoli, è posta al centro del piccolo catino absidale tra i santi Leonardo e Lorenzo. Vestito con la classica lorica, con le ali distese, impugna con entrambe le mani una lunga lancia con cui trafigge il diavolo posto ai suoi piedi.

L’opera è databile al 1728, come si desume dalla data dipinta nella parte inferiore del vicino affresco di Tobia e l’Angelo custode. Nella stessa chiesa si trovano i dipinti a fresco di una Déesis del XIV secolo e le immagini di San Nicola di Mira e Santa Lucia (XV-XVI sec.). 

CROCIFISSIONE

particolare, località Carpentino – Altamura

La cripta di Carpentino si trova a circa 8 Km dalla città di Altamura, lungo l’antico tracciato della Via Appia, poco distante dal villaggio cavernicolo di Pisciulo.

Il Cristo è la parte centrale di un affresco raffigurante la scena della Crocifissione. Accanto vi sono la Vergine Maria e la Maddalena.

La figura del Cristo è scarna, col capo pesantemente abbandonato sull’omero destro, barba e baffi sottili, capelli lunghi che scendono sulle spalle in grosse ciocche, occhi socchiusi, mani rigide. La ferita al costato è raffigurata aperta e sanguinante.

La grotta presenta ancora ampi lacerti di affreschi con figure di santi francescani, ma purtroppo tutto il ciclo risulta fortemente compromesso.

L’anonimo autore rivela nell’esecuzione dei dipinti, specialmente in quello della crocifissione, chiare influenze dell’arte toscana del Trecento. L’intero ciclo pittorico è databile tra il 1450 e la fine del XV secolo.

GROTTA DELL’ANGELO
località Curtaniello – Altamura

L’affresco dell’Arcangelo Michele, databile al XIV secolo, è dipinto su una parete di un’ampia grotta carsica in contrada Curtaniello, a 7 Km circa dalla città di Altamura. 

L’Arcangelo è raffigurato con ali dal folto piumaggio e i capelli lunghi. Indossa il tipico abbigliamento del basileus bizantino: una lunga tunica, clamide e loros (lunga stola sulle spalle).

Nella mano destra impugna una lancia che attraversa obliquamente tutta la figura; nella sinistra regge il globo con le iniziali di Cristo. Dell’affresco purtroppo si è conservata solo la parte superiore.

I MUSEI DI PROVENIENZA DELLE OPERE

ARCHIVIO BIBLIOTECA MUSEO CIVICO (A.B.M.C.)
Piazza Zanardelli 30, ex Convento dei Domenicani
Fondato nel 1949 con l’intento di custodire documenti, pubblicazioni e opere d’arte, nel 2019 ha ottenuto dal Ministero dei Beni Culturali il riconoscimento di Ente di “Eccezionale importanza” per il patrimonio librario e archivistico conservato.

La sua biblioteca vanta oggi più di centomila volumi, tra cui diversi incunaboli, cinquecentine, opere pubblicate dal Seicento fino ai giorni nostri, oltre a una ricca emeroteca storica. 

L’archivio accoglie il fondo pergamenaceo del Comune di Altamura (il cui documento più antico è il decreto di confinazione del territorio altamurano emanato da Federico II di Svevia nel 1243), quello della famiglia Sabini e un altro acquistato sul mercato antiquario. A questi si affiancano migliaia di documenti collocabili tra il XVI e il XIX secolo e un’importante fototeca.

Nella sezione Museo Civico sono confluiti il bellissimo Cofanetto Limosino del XII secolo, dipinti di importanti artisti di area napoletana (XVII-XIX secolo), diverse statue e numerosi cimeli storici tra cui i cannoni della resistenza di Altamura durante l’assedio del cardinale Ruffo nel 1799.

MUSEO DIOCESANO MATRONEI ALTAMURA (MUDIMA)

Arco del Duomo 1 – www.museodiocesano.org

Il Museo, solennemente inaugurato nel 2016, è allestito nell’area dei matronei della Cattedrale: due lunghe gallerie sulle navate laterali che offrono un punto di vista soprelevato sulla chiesa.

La ricca esposizione d’arte sacra comprende argenti, paramenti liturgici, documenti d’archivio, sculture lapidee e lignee e si snoda tra le colonne, i ricchi capitelli del XIII secolo, passando sotto il maestoso rosone.

Il museo svolge numerose attività collaterali per avvicinare il grande pubblico dei visitatori con un’attenzione particolare alle famiglie, ai giovani, alle donne, agli anziani, ai non vedenti e al mondo della scuola.

MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO

Via Santeramo 88, località La Croce

La struttura che ospita il museo esiste dalla fine degli anni ’60, ma l’inaugurazione ufficiale è avvenuta solo nel 1993, in occasione delle scoperte dell’Uomo di Altamura nel sito di Lamalunga e delle orme di dinosauri nella cava Pontrelli.

Il nuovo allestimento del 2017 si sviluppa su due livelli: il primo piano è dedicato alle civiltà insediatesi nell’Alta Murgia dalla pre e protostoria all’età tardoantica, con reperti provenienti da diversi abitati e necropoli; il secondo è dedicato al Paleolitico europeo, in particolar modo a quello dell’Italia centromeridionale. Qui si può ammirare la ricostruzione a grandezza naturale dell’Uomo di Altamura, realizzata dai paleo-artisti olandesi Adrie e Alfons Kennis, una delle principali attrazioni del museo.

LE OPERE

KYLIX A FIGURE ROSSE
Museo Nazionale Archeologico di Altamura
La kylix è una coppa da vino di origine greca utilizzata nei banchetti tra il VI e il IV secolo a.c. Se ne trovano spesso nei corredi funerari insieme ad altri vasi e tazze. Quella che si può osservare nel Museo Nazionale Archeologico di Altamura presenta orlo arrotondato, vasca a profilo convesso e piede a disco unito alla vasca mediante un breve elemento di raccordo a profilo cilindrico. Al suo interno, la decorazione in vernice nera lucente su argilla rossa, mostra sul contorno un ramo di edera ondulato e nel centro la figura di un guerriero in uniforme osco-sannitica seduto su un cumulo di massi.

CROCE ASTILE

MUDIMA – Altamura

La croce, di forma “ad albero”, si ispira al “Lignum Vitae” caro al mondo francescano e conferma, insieme alla presenza dello stemma dell’Ordine_sul lato del bulbo, la provenienza del prezioso manufatto dal convento dei Minori di San Francesco della città. Gli elementi stilistici collocano la sua fattura tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XVII. Da un bulbo di rame dorato, bipartito da una fascia con testine d’angeli e completato con i simboli dell’Assunta e dell’Ordine francescano, s’innalza una croce tortile in argento finemente lavorato, che simula un albero nodoso arricchito da girali di vite. Sul fronte della croce, l’immagine del Cristo col capo riverso in avanti che risente del gusto tardo manierista. Sul retro, San Francesco rappresentato con lo sguardo estatico, vestito con un saio di cui si apprezza il panneggio ad ampi volumi. All’incrocio dei bracci vi sono tre spade di rame dorato a forma di gigli. Le estremità di quelli superiori terminano in testate trilobate circondate da testine d’angeli e gigli, riproposti anche sul retro; sul verso vi sono tre figure di santi francescani: Sant’Antonio da Padova, San Bonaventura da Bagnoregio e San Bernardino da Siena.

COFANETTO LIMOSINO
Archivio Biblioteca Museo Civico – Altamura
Il “cofanetto limosino” di Altamura è uno dei reperti più pregiati e antichi del museo (sec. XI). Si tratta di un reliquario con probabile funzione di “stauroteca”, ossia adibito alla conservazione di frammenti della Croce. La particolare manifattura indica la sua probabile provenienza dall’oreficeria medievale di Limoges. 

Si tratta di una cassa in legno di quercia coperta da lamine di rame dorato, smaltato e sbalzato a forma di tempietto a unica navata, poggiante su quattro piccoli piedi in rame dorato. 

La decorazione di fondo è a smalto di colore azzurro, verde e oro, le figure hanno la doratura del rame. Presenta sulla facciata principale le scene della Presentazione al Tempio di Gesù Cristo e la Crocifissione. Sui fianchi, due apostoli: Pietro e Paolo.

PISSIDE

MUDIMA – Altamura

Coppa con coperchio per la conservazione delle ostie. Insieme al calice cui si accompagna è in argento e argento dorato e presenta una superficie ravvivata da intensi chiaroscuri creati da una particolare lavorazione chiamata “traforo partenopeo”.

Il repertorio decorativo si fonda su un intricato motivo di volute vegetali intervallate da testine di Cherubini e simboli eucaristici. Alla sommità del coperchio di forma semisferica è collocata una piccola croce a raggiera poggiante su piccole teste di angeli. È opera di un ignoto argentiere napoletano del XVIII secolo. Presentazione al Tempio di Gesù Cristo e la Crocifissione. Sui fianchi, due apostoli: Pietro e Paolo.

PENDENTE_A FORMA DI CROCE

Museo Nazionale Archeologico di Altamura

Il manufatto di chiara influenza bizantina, databile intorno al VII-VIII secolo d.C., è stato rinvenuto nel sito archeologico di Belmonte, a circa 4 km dal centro abitato di Altamura. La sua presenza in un contesto rurale come quello del rinvenimento testimonia la forte penetrazione culturale del mondo orientale.

Si tratta di una croce a cassetta vuota e bracci lievemente espansi in oro, granati e pasta vitrea. Sul recto della croce sono saldati cinque castoni: quelli del braccio longitudinale sono a forma di goccia e ospitano due granati; quelli del braccio traverso e dell’incrocio sono di struttura cilindrica; i primi accolgono sferette di pasta vitrea azzurra mentre al centro è alloggiata una sferetta di granato trasparente.

CRATERE A VOLUTE APULO A FIGURE ROSSE
Museo Nazionale Archeologico di Altamura

Il vaso apparteneva al corredo funerario di una tomba rinvenuta in via Reno, datata alla seconda metà del IV sec. a.C.

Alto 73,5 cm e con un diametro massimo di 18 cm, il cratere è realizzato in argilla rosata e dipinto con vernice nera lucente e sovradipintura in bianco, giallo e amaranto.

Le decorazioni rappresentano sul lato A il defunto all’interno di un tempietto funerario, raffigurato accanto al suo cavallo come guerriero armato di elmo, corazza e lancia e due personaggi maschili che portano offerte; sul lato B alcuni uomini ammantati.

ARCANGELO GABRIELE

MUDIMA – Altamura

L’Arcangelo, una statua in legno dipinto, sembra stia per librarsi in volo. Posto su una nuvoletta dalla quale spuntano due cherubini, spiega le ali e guarda estatico verso l’alto con le braccia larghe. 

L’ariosità della scena conferisce all’opera un’intensa carica teatrale esaltata dalla vaporosità dei panneggi increspati e svolazzanti.

L’opera, di grande raffinatezza e maestria tecnica e compositiva, è attribuibile a Nicola Antonio Brudaglio e databile intorno al 1760.

OINOCHOE A FIGURE ROSSE
Museo Nazionale Archeologico di Altamura

L’oinochoe è una brocca utilizzata per versare vino o acqua. Questa, esposta nel Museo Nazionale Archeologico di Altamura, è decorata sul collo da un ramo di edera ondulato con foglie su lunghi piccioli e corimbi staccati a rosetta. 

Sul corpo è presente un motivo a ovoli in alto e uno a onda in basso; posteriormente è decorata con un motivo a palmetta.

Nella parte anteriore del corpo vi è una figura maschile nuda seduta su un mantello; nella mano destra regge una patera (una coppa usata nei rituali) e nella sinistra una corona.

Il manufatto è realizzato in argilla rosata ben depurata con ingubbiatura rossastra, decorato con vernice nera lucente e colore bianco-giallo sovradipinto.

SAN PAOLO
MUDIMA – Altamura

La statua di San Paolo in pietra intagliata, insieme _all’altra simile raffigurante San Pietro, era collocata in origine nella Cattedrale di Altamura ai lati dell’accesso al presbiterio.

La campitura ampia della veste contribuisce alla costruzione della corporatura del santo, definito con tratti fisionomici ben marcati nella pietra e rivela un’attenzione particolare alle proporzioni. Importante è la definizione della barba e dei capelli, finemente intagliati. La scultura, dalla superficie liscia, presenta tracce di una precedente colorazione ormai consunta dal tempo. 

Di autore ignoto, l’opera si colloca nei primi decenni del XVI secolo.

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