domenica, 5 Febbraio 2023
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Gravina, l’Acquedotto pugliese vuole un impianto per l’essiccazione dei fanghi

La III commissione consiliare si ribella e chiede all’amministrazione di fermare tutto

E’ iscritto tra i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale di Gravina, convocato per questa sera, la realizzazione di un impianto di essicazione dei fanghi disidratati da realizzare nei pressi del Bosco Difesa Grande. Il progetto approvato dall’Acquedotto pugliese lo scorso settembre prevede “il completamento e potenziamento della linea di trattamento dei fanghi in uscita dal depuratore esistente, al fine di ridurne la percentuale di umido dall’attuale 79÷80% a circa il 30%. Il trattamento dei fanghi in uscita dalla disidratazione meccanica sarà effettuato con essiccamento solare in serra. Lo scopo – si legge nella relazione tecnica – è quello di creare in serra un ambiente ottimale al fine di trasferire al prodotto da essiccare (fango) più calore di quello che sarebbe disponibile nelle condizioni ambientali naturali”.

Dai calcoli effettuati si prevedono 400 giorni di tempo per la realizzazione dell’intero impianto ma il countdown partirà solo dopo il via libera di tutti gli enti coinvolti. Tra questi anche il Comune di Gravina dove il consiglio comunale è chiamato ad approvare il progetto.  Parere già espresso dalla III commissione consiliare presieduta da Angelo Lapolla e composta da Sara Goffredo, Ezio Simone , Giacinto Lagreca e Gennaro Quercia, che avendo tra le sue competenze anche  l’efficinetamneto energetico, ha chiesto all’amministrazione comunale di prendere tempo per capire se ci sono eventuali rischi per la salute dei cittadini. “Non siamo contrari a prescindere, ma la fretta con cui si vuole dare il via libera a questo enorme progetto, l’ennesimo a pochi passi dal bosco, ci preoccupa” spiega Lapolla.  

Ad agitare le acque anche una serie di pareri tecnici richiesti dalla commissione secondo cui il progetto non prevede le adeguate “misure compensative” per ridurre l’impatto ambientale e visivo.

E non è tutto.

A preoccupare sono soprattutto i fumi rilasciati nell’aria dall’impianto. Nella relazione i progettisti dell’acquedotto sottolineano : “Tuttavia, a parere degli scriventi progettisti, essendo la qualità e le concentrazioni delle emissioni legata alla qualità del fango in ingresso e soprattutto al suo grado effettivo di stabilità biologica, si reputa opportuno prevedere un idoneo presidio ambientale a protezione della matrice aria, costituito da un sistema di scrubber a doppio stadio di abbattimento, acido-basico, in grado di ricondurre eventuali livelli di concentrazioni superiori a quelli predefiniti, nell’alveo dei valori limite adottati”.

Spiegazioni che non tranquillizzano poiché dalla commissione ribattono: “In definitiva con questo sistema, al di là del fatto che sono serre chiuse, può esserci una fuga di emissioni odorigene durante la fase di carico e scarico che producono una dispersione di sostanza inquinanti, specialmente in estate”.

Di qui la richiesta da parte della III commissione di un confronto con i tecnici dell’Acquedotto pugliese di altri esperti della materia che possono aiutare l’assise consiliare “a capire bene il progetto e valutare attentamente se ci sono reali rischi per la salute dei cittadini”. Richiesta già presa in carico dal presidente del consiglio comunale Giovanni De Pascale secondo cui è improbabile che il progetto sarà discusso in serata poiché ci sono punti più urgenti da approvare. Nei prossimi giorni chiederò un incontro con l’Acquedotto per rassicurare tutti i consiglieri” taglia corto Depascale.

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