lunedì, 20 Maggio 2024
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Gravina, il San Michele di Davide Mangione

La nuova veste grafica del santo patrono della città

Creatività, passione, appartenenza. Questi aggettivi sintetizzano perfettamente l’intensa e trasversale attività artistica di un talento tutto gravinese: Davide Mangione.

Mangione ha dimostrato negli anni come la sua sensibilità artistica abbia diverse sfaccettature, figlie tutte di un animo delicato e attento. In ogni sua opera è riconoscibile la sua firma e la cifra stilistica: dal cantautorato all’illustrazione, dalla pittura alla scrittura.

Da sempre affascinato e interessato alla storia dell’Arcangelo Michele e della lotta celeste contro Lucifero, quest’anno l’artista è stato scelto dal Comitato Feste Patronali per disegnare manifesti e illustrazioni della festa. Queste illustrazioni nascono dalla sua personale visione di un San Michele che protegge la città di Gravina e tutti i suoi abitanti dal male che cerca di insinuarsi e di sedurre le nostre vite.

Lo abbiamo sentito telefonicamente per una piacevole chiacchierata.

Come è nata la collaborazione artistica con il comitato feste patronali?

La collaborazione artistica con il comitato di San Michele è nata grazie ad una mostra che ho realizzato per un altro evento, dove ho esposto delle rivisitazioni dei Santi più importanti di Gravina in Puglia. Tra questi c’era ovviamente anche San Michele. L’illustrazione esposta, però, era un’altra e non questa realizzata per il comitato e per tutta la cittadinanza di Gravina. La proposta di collaborazione è nata da sé e da subito ho manifestato il mio interesse e il mio entusiasmo per la realizzazione della nuova veste grafica della festa di San Michele di Gravina in Puglia.

Ci descrivi il lavoro grafico?

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Il lavoro realizzato si divide in tre fasi ben precise, infatti ci sono ben tre illustrazioni differenti realizzate per la festa. La prima illustrazione, nonché quella che rappresenta l’animo della festa, impaginata sul libretto e sui manifesti, è quella di un San Michele a protezione dell’intera città di Gravina in Puglia e di tutti i suoi cittadini. Una protezione che l’Arcangelo offre con la sua iconica spada e le sue maestose ali, avvolgendo la nostra terra rappresentata iconograficamente dal ponte e dal nostro paesaggio.

La seconda illustrazione, presente sui biglietti della lotteria, rappresenta l’inizio della battaglia tra San Michele e Lucifero. Una battaglia dove chiaramente vediamo un Lucifero già in difficoltà. I due personaggi sono volutamente rappresentati uno di fronte all’altro, per evidenziare che il bene e il male non sono altro che due facce della stessa medaglia. Questo dualismo è qualcosa che si affronta ogni giorno e spetta a noi decidere e scegliere chi e cosa vogliamo essere. Chi e cosa combattere o perdonare.

La terza illustrazione, che vede la programmazione dei vari eventi, rappresenta la classica iconografia di San Michele che sconfigge Lucifero. Elemento grafico molto importante, in questa illustrazione, sono le ali. Vediamo le ali dell’Arcangelo, a difesa della città, che coprono con una pura trasparenza una parte del territorio. A differenza delle ali di Lucifero che cercano di oscurare la visibilità degli elementi.

Credo che sia stato un lavoro molto importante e gratificante per me in quanto cittadino della mia terra.

Che ricordi hai della festa di San Michele? Cosa significa oggi per te?

La festa di San Michele ha sempre rappresentato per me una parte importante da vivere assolutamente nell’arco dell’anno. Una tradizione dove folklore, religione, credo e leggenda si legano perfettamente in questa ricorrenza. Ad oggi per me significa soprattutto tradizione, da salvaguardare e da utilizzare per far conoscere la storia dell’origine del culto Micaelico che da sempre mi affascina. È occasione di poter fare storia attraverso miti e leggende che alle volte segnano e si fondono nella realtà.

Farai anche un’esibizione musicale per la festa, ce la racconti?

Sono molto felice di questa esibizione che si terrà il 28 settembre alle ore 20:00 presso il Museo Civico Archeologico di Gravina in Puglia. Suonerò, con la partecipazione di Giusy Petrafesa, Grazia Lombardi, Donato Manco, Giovanni Gramegna, il mio ultimo album “Canzoni Quasi d’Amore”. Abbiamo rivisitato i brani di quest’ultimo e una parte di quelli precedenti in chiave acustica. Il risultato sarà un concerto molto intimo e di ascolto. Sono particolarmente entusiasta nel vedere che c’è chi ancora investe tempo ed energie per la musica nuova d’autore italiana.

Tu sei un’artista poliedrico ma pur sempre legato al territorio, quanto conta amare la propria terra d’origine nel lavoro che fai?

Questa terra per me rappresenta la storia e l’ambiente che ha forgiato la mia personalità. Mi sono sempre sentito legato alle famose radici anche se mi sono esposto ad altri confini e vissuto altre esperienze e altre occasioni fuori da queste mura, ma sento di avere una responsabilità. Credo e rappresento, come tutti i cittadini di Gravina, questa terra unica e magica e cerco di portare le mie esperienze e le mie forze in questa realtà gremita di ricchezza storica e culturale. Ho fatto una scelta sin da ragazzo, credere in questa terra e investire senza fuggire o rinnegare le mie radici e continuo a portare avanti questo mio credo, con tutte le difficoltà e le problematiche. Ciò che sono e ciò che faccio è anche grazie a ciò che riesco a scorgere nei dettagli di questa terra che chiamo casa.

Le contaminazioni sono importanti? Si può fare e trovare arte nei luoghi più disparati?

Le contaminazioni sono tutto e si può fare arte ovunque e in qualsiasi luogo. Il periodo del lockdown forse ci ha insegnato quanto sia di ostacolo utilizzare sempre e solo le solite dinamiche, i soliti strumenti e le solite vie, per fare arte o semplicemente per esprimersi. L’arte ha bisogno solo di se stessa e fino a quando saremo legati a volerci affermare a qualsiasi costo, nascosti dietro ai personaggi, tanto più l’arte verrà meno e ciò che rimarrà non sarà altro che un prodotto prossimo nel tritatutto della mondanità.

Dopo San Michele, quali progetti futuri?

I progetti sono tanti, molti sono in cantiere e tanti altri già avviati. Diciamo che subito dopo San Michele, e per questa stagione invernale, ci saranno più occasioni per risentirci.

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