giovedì, 2 Febbraio 2023
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Murgia, cenone di Capodanno: cosa mettere a tavola?

La lenticchia IGP di Altamura è la vera "regina" della festa

Per il cenone di San Silvestro protagonisti in Puglia, come sempre, saranno il pesce e i molluschi. Come per Natale, in cui sono stati sequestrati alici contaminate con anisakis e tonnellate di pesce non tracciato, si sono intensificati i controlli dei carabinieri del Nas in mercati e negozi.

Un cenone che si rispetti non può che cominciare con uno o più antipasti, che danno il via alla festa e preparano i palati per le portate principali. Salumi e formaggi del territorio, bruschette e carpacci di pesce.

ll salmone affumicato è un classico di capodanno. L’offerta di questo prodotto nei supermercati è varia, portando a grandi differenze di prezzo. Il salmone affumicato confezionato costa circa 55 euro al chilo (5,50 euro per una confezione da 100 gr). 

Un altro classico delle feste è l’insalata russa. Se la acquistiamo al banco gastronomia dei supermercati il costo è in media di 10,50 euro al chilo.

Ma anche prodotti green, salutari e locali come il pallone e la verdeca di Gravina, un buon vino nostrano, panzerotti o cartellate fatte in casa per concludere la cena.

Il primo è di pesce: spaghetti alle vongole, risotto alla pescatora o linguine allo scoglio.

Capodanno fuori porta

Non tutti, però, preferiscono stare ai fornelli. Secondo Coldiretti, sono quasi 300mila gli ospiti per Capodanno a tavola negli agriturismi italiani spinti dalla tendenza a ricercare la buona tavola, ma anche la tranquillità.

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E’ boom per le masserie tra percorsi benessere, passeggiate nella natura, corsi di cucina e tombolate.

Nonostante i rincari, il mangiare bene, sano e al giusto prezzo rimane fondamentale, ancora meglio in un contesto familiare che offre esperienze per tutte le età e che valorizza le tradizioni locali portate a tavola in piatti tipici e specialità del territorio. 

Lenticchia portafortuna e vera “regina” del cenone

Forse per battere la paura dell’inflazione e degli effetti della guerra, nel menu dei cenone degli italiani in otto casi su dieci sono previste quest’anno le lenticchie porta fortuna.

Una leggenda radicata nella prosperità: la forma rotonda delle lenticchie ricorda quella delle monete. Ecco perché a Capodanno, questi nutrienti legumi vengono mangiati dopo la mezzanotte, insieme allo zampone.

La produzione in Puglia di lenticchia è di circa 5.560 quintali e particolarmente ricercate sono le lenticchie IGP di Altamura. La grande “popolarità” della lenticchia di Altamura, ricca di fibre, vitamine e minerali, – racconta Coldiretti Puglia – è legato alla sua larga diffusione, alla sua ottima preservabilità, nonché al suo costo abbordabile, una caratteristica che le ha fatto assumere la denominazione di “carne dei poveri”.

Mentre il tradizionale chicco d’uva è servito nel 61% dei casi. Ne vanno mangiati dodici, uno per ogni mese dell’anno. E di buon auspicio sono anche i melograni simbolo di riparo e protezione dai problemi. E, inaspettatamente, portano fortuna anche gli spaghetti – spiega Coldiretti – a patto però di cucinarli interi, senza spezzarli.

Le proprietà della lenticchia

Le lenticchie hanno un alto valore nutritivo e contengono circa il 25% di proteine, il 53% di carboidrati e il 2% di olii vegetali. Sono ricche di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B. Da un punto di vista nutrizionale, 100 gr di lenticchie corrispondono a 215 gr di carne. Il consumo di questo legume è indicato nella prevenzione dell’arteriosclerosi, visto il suo basso contenuto di grassi di tipo insaturo. Tra i suoi componenti spiccano i “soflavoni”, sostanze in grado di “pulire” l’organismo. La grande quantità di fibre che le lenticchie possiedono le rende utili per il buon funzionamento dell’apparato intestinale, contribuendo a tenere sotto controllo il livello di colesterolo nel sangue. Hanno, inoltre, proprietà antiossidanti e sono molto ricche di tiamina, una sostanza indispensabile per il buon funzionamento della memoria.

Le lenticchie, consumate proprio a fine anno, legano benissimo con cotechino e zampone meglio se artigianali.

Made in Italy

Con l’82% dei consumatori che secondo l’indagine Coldiretti/Ixè preferisce comprare prodotti italiani per sostenere l’occupazione e l’economia nazionale in un momento difficile per il Paese. Per non cadere nell’inganno del falso Made in Italy – conclude Coldiretti Puglia – è necessario privilegiare legumi che esplicitamente evidenziano l’origine nazionale in etichetta, come avviene per l’Igp, o che si possono acquistare direttamente dagli agricoltori nei mercati di Campagna Amica in tutta la Puglia.

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