domenica, 2 Ottobre 2022
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Pnrr, il Governo concede altro tempo ai Comuni del Sud

Proroga al 31 marzo per i beni confiscati alle mafie

Slitta al 31 marzo il termine per i comuni del Sud Italia per la presentazione dei progetti relativi al Pnrr. Dopo lo slittamento di un mese, disposto dal ministero della transizione ecologica, per le domande sui fondi per l’economia circolare, il Governo ha deciso di prorogare anche la presentazione dei progetti relativi ai beni confiscati alle mafie.

Secondo quanto annunciato dal Ministro per il Sud, Mara Carfagna, i comuni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) avranno tempo fino al 31 marzo per intercettare i 300 milioni messi in campo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza che finanzia la realizzazione di opere di natura istituzionale, sociale o economica, con un punteggio premiale per i progetti destinati a creare all’interno del bene confiscato centri antiviolenza per donne e bambini o case rifugio, oppure ancora asili nido o micronidi.

Lo slittamento, ha spiegato il ministro Carfagna, è stato motivato dall’alto interesse dei comuni per un bando che, avendo “una grande importanza simbolica” non deve escludere nessuno.

“Ogni comune che ha un progetto per restituire ai cittadini un bene sottratto alle mafie deve avere la possibilità di presentare la sua idea e farla valutare. Ho ritenuto di rispondere positivamente alla richiesta di tempo avanzata da numerosi amministratori perché è bene coinvolgere in questa gara per la legalità il maggior numero possibile di partecipanti. Trenta giorni in più aiuteranno anche la qualità dei progetti”.

Una decisione presa per aiutare ulteriormente i Comuni del Sud. All’11 febbraio, fanno sapere dal Ministero, la maggior parte delle 1.400 domande di partecipazione ai bandi era stata presentata da comuni di Centro Nord con richieste per 1,6 miliardi di euro sui 2,1 miliardi disponibili (1,5 mld per i comuni e 600 milioni per le imprese private). Un dato che certifica le preoccupazioni degli amministratori locali (in primis i sindaci) sulle difficoltà che i comuni del Sud riescano effettivamente ad accaparrarsi il 40% delle risorse come previsto dal Pnrr.

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