martedì, 27 Settembre 2022
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Ucraina, è l’ora della solidarietà e dell’accoglienza

La Caritas organizza una raccolta fondi mentre la Prefettura riapre i Cars

È l’ora della solidarietà. Mentre tuto il Mondo guarda con grande preoccupazione ciò che sta accadendo nel territorio ucraino sperando in un imminente, quanto improbabile, cessate il fuoco, tra i confini italiani si organizza la rete della solidarietà e soprattutto dell’accoglienza.

Dopo giorni di iniziative non sempre ufficiali, da oggi si mobilita la Caritas italiana promuovendo una “raccolta monetaria”  per avere risorse da utilizzare o direttamente in Ucraina, o a sostegno dei servizi di accoglienza che le comunità cristiane stanno offrendo nei paesi di confine, o nell’eventuale necessità di accoglienza di profughi in Italia.

Per la Diocesi di Altamura è stato diffuso il conto corrente dove è possibile dare il proprio contributo a: Diocesi di Altamura – Gravina – Acquaviva delle Fonti (Caritas Diocesana) – Banca Alta Murgia – IBAN: IT12H0705641330000010104397 – Causale: Fondo di Solidarietà per le popolazioni ucraine.

La Caritas, almeno  per ora, non organizza direttamente raccolte di viveri, medicinali o altro per l’Ucraina. Con l’ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso ha attivato una collaborazione con la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia nella persona di padre Floring Carlig, responsabile degli aiuti umanitari in Romania.

Inoltre dalla Caritas Diocesana fanno sapere che è stata promossa la sola raccolta di latte in polvere, tonno, fette biscottate, pannolini, coperte, vestiti per bambini e non per  adulti, destinata ai centri di accoglienza dei rifugiati ucraini in Romania portando il materiale, a partire da oggi nei centro Caritas cittadini.

Ma la rete della solidarietà si è mobilitata anche attraverso la Prefettura di Bari dove giovedì si è aperto un tavolo per organizzare l’accoglienza dei profughi ucraini in fuga dalla guerra realizzando un piccolo ‘database’ dove le famiglie che arriveranno a Bari potranno registrarsi, prevedendo anche uno screening sanitario Covid con tamponi ed eventualmente vaccini.

La proposta è stata discussa in Prefettura dove erano convocati Regione, Comune, Asl, 118, Caritas e Croce Rossa.

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Inoltre secondo quanto annunciato dal Prefetto, Antonella Bellomo, a breve sarà “ampliata la rete di accoglienza dei Cas per i profughi ucraini, come abbiamo già fatto la scorsa estate con i profughi afghani, tramite un avviso pubblico che la Prefettura ha adottato per strutture che possano offrire vitto, alloggio e servizi di pulizia. Abbiamo raccolto anche la disponibilità delle strutture religiose, della Asl a effettuare i necessari screening sanitari e eventualmente le vaccinazioni”.

Al momento le difficoltà riguardano innanzitutto la possibilità di reperire numeri e dati precisi sugli arrivi dei profughi ucraini poiché alcuni di loro sono già arrivati e sono ospitati dai parenti ma dalla Prefettura arriva l’invito a registrarsi in Questura per ottenere il permesso di soggiorno e usufruire realmente dei servizi che il Governo Italiano ha messo a disposizione dei rifugiati a partire dall’assistenza sanitaria e dai servizi scolastici per i bambini.  

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