lunedì, 24 Giugno 2024
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Altamura: la ELLECI prima di essere un’azienda è una famiglia

Carlo Scarabaggio è un imprenditore tenace e dinamico, che da tempo caldeggia l’istituzione di una scuola di mestiere nel settore della termoidraulica. Perché: “Non esiste una prospettiva del domani se non investiamo nelle giovani leve”

Carlo Scarabaggio è un giovane imprenditore del 1988, che sin da piccolo s’è avviato al mestiere di idraulico. Dopo aver fatto l’operaio per svariati anni, assorbendo la metodica del lavoro ad ampio spettro, a soli 22 anni decide di mettersi in proprio fondando la ELLECI di Scarabaggio Carlo; divenuta il 22 febbraio 2022 ELLECI Impianti srl, società che realizza impianti idrici, termici, fognari, tecnologici, di condizionamento, antincendio, ecc.: “All’inizio eravamo io e un solo collaboratore. Oggi ho 9 dipendenti a tempo indeterminato, più il personale alla bisogna per i cantieri sparsi in Italia. In questi anni, con enorme soddisfazione, abbiamo lavorato su tutto il territorio Nazionale infatti”. Da tempo Scarabaggio si batte per l’ideazione di una scuola di mestiere:

Ad Altamura ci sono 800 realtà di termoidraulica (tra imprese e liberi professionisti). Vorrei – che nel nostro distretto – lanciassimo un’iniziativa per il ritorno alla vocazione lavorativa, manuale e artigianale. Per esempio potremmo fondare una scuola privata, di durata triennale, per i ragazzi che finita la scuola dell’obbligo (o dai 14 anni in poi nelle fasce pomeridiane) vogliano imparare il mestiere dell’idraulico. Il nostro fa parte di tutti quei lavori che i giovani hanno dimenticato”. Prosegue:

L’idraulico dà un servizio ai cittadini, parliamo d’un segmento ampio… senza impianti appartamenti privati, ospedali, esercizi commerciali, non sarebbero fruibili. Tuttavia c’è pregiudizio e scarsa percezione, sento ancora dire ‘u tubbist’: peccato perché tecnologia e strumenti si sono evoluti più velocemente della mentalità”. Continua: “Sottovalutiamo un lavoro che tra 10 – 20 anni garantirà ancora stabilità economica, mentre tante professioni più ambite stanno scomparendo”. Da tempo “ho in mente di chiamare i miei colleghi per stendere un progetto. Le aziende aderenti dovranno impegnarsi, in base alle dimensioni e alle disponibilità, a far applicare pragmaticamente i ragazzi. Alla fine del percorso devono essere abili e assumibili a tempo indeterminato, o devono potersi avviare autonomamente alla professione. Questa è la scommessa per il futuro”. In definitiva:

“Basterebbero 10, 20, 30 imprenditori per cominciare. Nel tempo (la scuola, ndr) andrà istituzionalizzata e allargata, accreditandosi alla Regione Puglia. Per l’estetica e per i parrucchieri esistono scuole di formazione, non capisco perché il nostro settore non debba avere un percorso ad hoc”. Conclude: “In questo spazio, che gentilmente mi avete dedicato, probabilmente avrei dovuto parlare più di me e del mio curriculum… eppure sono convinto che per guardare al futuro dell’azienda dobbiamo investire nelle prossime generazioni. Abbiamo la grande occasione di creare occupazione di qualità, stabile nel tempo e non legata alla burocrazia”.

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