martedì, 21 Marzo 2023
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Storie dal Perinei: il racconto di Cristina

In questa puntata la testimonianza di una notte al Pronto Soccorso

La nuova rubrica settimanale IlTag.it con i racconti e le testimonianze dirette.

La testimonianza di oggi è quella di una paziente in Pronto Soccorso.

Ecco il racconto di Cristina e della notte passata in ospedale dopo un incidente.

“Voglio raccontare la mia esperienza di quasi un anno fa con l’ospedale della Murgia. Ho avuto un brutto incidente con lo scooter all’ingresso di Altamura, causa pioggia e asfalto scivoloso. Erano circa le 19 di sera e stavo tornando a casa dal lavoro. Per fortuna a soccorrermi prontamente è stato un gentilissimo automobilista che ha chiamato per me l’autoambulanza. Non riuscivo a muovere il piede destro, all’altezza della caviglia, colpito in pieno dalla parte anteriore del motorino. Al telefono gli operatori sanitari mi hanno detto di non muovermi e di aspettare l’arrivo dei soccorsi.

L’autoambulanza è arrivata dopo circa 15 minuti. Attendo un pò nel parcheggio e poi mi fanno entrare. Mi posizionano su una barella in una stanza, in attesa dell’arrivo del medico. Passa un bel pò di tempo e il dolore inizia a farsi sentire sempre più forte, insieme ad un bruttissimo tremore. Intanto intorno a me vedo altre barelle arrivare, un via vai di infermieri e medici.

Quel giorno c’erano parecchi accessi al Pronto Soccorso e ho notato la difficoltà degli operatori sanitari a gestire tutto. Ho sentito le urla di anziani e il concitamento in sala d’attesa dei familiari o di chi stava aspettando il proprio turno. Vengo visitata dalla dottoressa di turno dopo almeno un’ora, mi ha medicata e comunicato che avrei dovuto fare una visita ortopedica e Rx. Ho aspettato ancora, un’attesa infinita. Ad un certo punto chiedo di andare in bagno ma mi dicono che non posso e mi mettono un pannolone. Mi danno poi un antidolorifico e riesco ad appisolarmi un pò. Aspetto ancora, intanto ho sete e vorrei bere ma noto che gli infermieri hanno da fare e alcuni rispondono in malo modo. Poi per fortuna è arrivato il medico che mi ha dato i punti di sutura e devo dire che è stato molto gentile con me.

Quello che voglio dire, in base alla mia esperienza, è che medici e infermieri sono pochi e lavorano sotto stress. Questo però non giustifica l’atteggiamento poco empatico di alcuni rispetto ad altri che sono davvero gentili e disponibili. Io credo che, come in tutte le strutture sanitarie, bisogna avere fortuna rispetto al momento in cui si accede in ospedale e chi s’incontra. Ecco perchè, come leggo spesso in questa rubrica, le esperienze sono tutte diverse tra loro”.

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*le testimonianze resteranno anonime

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