giovedì, 6 Ottobre 2022
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A Matera inaugurato LUC, laboratorio urban center

L'iniziativa presentata dall'amministrazione comunale nel quartiere Spine Bianche

Il sindaco di Matera Domenico Bennardi e l’assessore all’urbanistica Rosa Nicoletti, hanno presentato in una conferenza stampa presso il locale di Spine Bianche, ciò che è stato approvato nell’ultima Giunta  all’unanimità in un’importante delibera rispetto allo spazio polifunzionale del quartiere  Spine Bianche. L’edificio che dopo la conclusione della ristrutturazione, l’ultimazione di tutti i collaudi e consegna dei lavori attendeva una riapertura. Lo spazio ospiterà al piano superiore il Fondo storico-documentale Leonardo Sacco (rinveniente dalla donazione del noto intellettuale materano), a piano terra invece è previsto uno spazio pensato per un Laboratorio Urban Center, nel suo acronimo LUC. Sempre al piano terra è presente una stanza dedicata ai residenti e al comitato di quartiere, spazio che potrà essere richiesto e messo a disposizione da parte del comitato di quartiere.

Grazie anche ad un finanziamento di un progetto europeo di cui il Comune di Matera è partner incentrato proprio su Spine Bianche. Per un anno quindi si sperimenterà una sorta di cogestione pubblico-privato, dove i privati saranno tanti, associazioni, cittadini, giovani, professionisti, portatori di interesse verso il mondo culturale, urbano e nello specifico architettonico.

L’amministrazione si fa carico delle utenze ma offrirà lo spazio a piano terra attraverso un regolamento online, con l’unica richiesta di rispettare gli ambienti e lasciare lo spazio pulito e decoroso, nello stesso modo con cui lo si è trovato. La visione generale, come sulla base dello spazio Hubout di Piazza Matteotti, è quella di considerare lo spazio di Spine Bianche come un bene comune collettivo e condiviso, tematico, con iniziative, eventi, incontri organizzati da tutta la comunità e disciplinati da un regolamento. Tutti potranno usufruirne per un tempo limitato.

“Si intende quindi – sostiene l’assessore e vice Sindaco Rosa Nicoletti – far divenire questo luogo un presidio pubblico dedicato allo studio, alla ricerca culturale, al confronto e condivisione fra l’Amministrazione comunale e gli attori territoriali sui temi dell’architettura, urbanistica, trasformazioni urbane passate e future, considerate nelle loro dimensioni materiali e immateriali, sulla scorta dell’esperienza sviluppata a Matera dagli anni Cinquanta in poi, a partire proprio dalla biblioteca che costituirebbe humus culturale utile per il percorso di miglioramento della vita sociale e culturale materana, facendone un punto di riferimento peculiare anche a livello nazionale ed internazionale. Si è costruito già un disciplinare d’uso dello spazio approvato insieme alla delibera, con un avviso pubblicato sul sito del comune a cui poter inviare la candidatura per la programmazione partecipata degli usi nel LUC.”

“Matera – ricorda il Sindaco Bennardi – è stata al centro di grandi esperimenti architettonici ed urbanistici, che ha avuto come protagonisti diverse personalità del calibro di Luigi Piccinato, Ludovico Quaroni, , Luisa Anversa Ferretti, Carlo Aymonino, Giancarlo De Carlo e Marcello Fabbri, ma penso anche alla grande figura di Adriano Olivetti. LUC si aggiunge a quei luoghi comunali che stiamo immaginando non di qualcuno in forma esclusiva, non del tutto pubblico e non del tutto privato, un luogo ibrido in cui l’amministrazione ancora è colei che custodisce le chiavi di accesso ma che si apre ad un uso condiviso degli spazi, attraverso regole chiare tramite le quali si potrà prenotare lo spazio di Spine Bianche per le proprie iniziative. Il leitmotiv rimane il tema dell’architettura e dell’urbanistica, argomenti per i quali Matera ha tantissimo da dire. Spine Bianche è un contenitore a disposizione, per mostre, incontri, dibattiti su questo, per tutti. Ma ciò che mi sta particolarmente a cuore è anche il piano superiore, che finalmente potrà ospitare il fondo Sacco a cui ho già chiesto alla Regione la possibilità di avere un account SBN per catalogare i libri del grande intellettuale materano e trasformare il primo piano in una biblioteca tematica a disposizione di giovani, di architetti, di studenti e appassionati di storia locale.”

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