sabato, 1 Ottobre 2022
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Caro carburante, l’Italia si ferma

Lunedì 14 marzo sciopero dell'intero comparto trasporti

Il rincaro del carburante rischia di paralizzare l’Italia. Le aziende di autotrasporti sospenderanno i loro servizi a livello nazionale. Il motivo: “causa di forza maggiore”. La guerra russo-ucraina ha infatti comportato a una vera esplosione dei costi del carburante.

Una spesa che si fa sempre più insostenibile per gli autotrasportatori. Non si tratta di un semplice sciopero né di una rivendicazione specifica, come spiegato da Trasportounito, bensì si è difronte a un’iniziativa per coordinare le manifestazioni sullo stato di estrema necessità del settore.
E se in molti si preoccupano sulle possibili conseguenze, le prime ripercussioni si sono registrate in Sardegna dove supermercati sono stati presi d’assalto. Ecco, quindi, quali sono le cause e le conseguenze dello sciopero dal 14 marzo degli autotrasportatori.

Sciopero autotrasportatori dal 14 marzo: carburante alle stelle
La sospensione dei servizi degli autotrasportatori era inevitabile. A dichiararlo una lettera scritta dell’Associazione nazionale Trasportounito, inviata alla presidenza del Consiglio, al ministro e al viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e al presidente della Commissione di Garanzia in Scioperi. L’esigenza di scioperare è data dall’esigenza di tutelare lavoratori e imprese dal rincaro del carburante. Il costo è diventato ormai insostenibile e ha generato situazioni ingestibili per le imprese dell’autotrasporto italiano, le quali non riescono a farsi riconoscere dalla committenza i maggiori costi dovuti agli stessi aumenti.

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