sabato, 3 Dicembre 2022
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Sentenza Capone, ennesimo rinvio

La Corte di Assise di Bari chiede altro tempo e chiama i consulenti della difesa

Come annunciato in mattinata, era attesa per la giornata di oggi la sentenza di primo grado nei confronti di Gaetano Scalese unico imputato per l’omicidio di Pietro Capone, il cinquantenne freddato la sera del 10 marzo 2014 a pochi passi da casa.

Nel primo pomeriggio è arrivata la notizia secondo cui la Corte di Assise di Bari, presieduta da Antonio Divella, avrebbe chiesto altro tempo, rinviando la sentenza al prossimo 17 maggio.

Secondo quanto si è appreso, dopo cinque ore di camera di consiglio, i giudici hanno chiesto di riascoltare i consulenti della difesa oltre agli agenti delle Forze dell’ordine interventi la sera dell’omicidio.

Un vero e proprio colpo di scena a poche ore dalla sentenza.

Oggi avrebbe dovuto concludersi il processo di primo grado cominciato a dicembre 2019  e per il quale si sono celebrate quaranta udienze in tre anni che sono servite ad ascoltare i tanti testimoni convocati sia dalla Procura che dalla difesa.

L’accusa ha chiesto per Scalese 22 anni di reclusione mentre le parti civili, tra cui la famiglia di Capone,  hanno chiesto l’ergastolo. Di tutt’altra natura la tesi della difesa guidata dagli avvocati Saverio Verna e Andrea Di Comite che ha chiesto per l’imputato l’assoluzione poiché, come ribadito in più udienze, a carico di Scalese ci sarebbero solo indizi e non prove. E infatti noto che tra Scalese e Capone ci fossero dei dissapori legati ad alcuni progetti edilizi sfociati anche in denunce reciproche. Tuttavia secondo la difesa questo non costituisce alcuna prova.

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Il pronunciamento della Corte di Assise è atteso per il prossimo 17 maggio per chiudere il primo grado di un processo che ha visto tra i testimoni anche nomi eccellenti del panorama gravinese.

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