giovedì, 29 Febbraio 2024
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Altamura, Paolo Conticini incanta il Teatro Mercadante con “La prima volta”

L’attore ha portato sul palco uno spettacolo che si ispira al teatro canzone

Giovedì 25 gennaio, sul palco del 𝑻𝒆𝒂𝒕𝒓𝒐 𝑴𝒆𝒓𝒄𝒂𝒅𝒂𝒏𝒕𝒆 di Altamura, è andato in scena lo spettacolo di Paolo Conticini “La prima volta” in cui l’attore canta e racconta un po’ di sé: la famiglia, gli studi, i suoi primi lavori, poi l’incontro con Christian De Sica, che gli dà la possibilità di esprimersi come attore.

È solo l’inizio di un percorso artistico in continua evoluzione, ricco di soddisfazioni nel cinema, in tv e in teatro. Tra un aneddoto e l’altro, Paolo legge e racconta le sue prime volte, ma è come se raccontasse la vita di tutti noi: le sue prime volte, sono le nostre prime volte, i suoi dubbi, sono i nostri, così come le occasioni perse e le piccole soddisfazioni. Coincidenze incredibili che narrano cose credibili. 

Paolo ci confida le sue insicurezze, ci mostra le sue paure e le sue fragilità, permettendoci di vedere cosa c’è dietro l’immagine dell’attore bello e atletico, e ci fa scoprire l’essere umano tanto simile a “quel nostro amico della porta accanto”. Divertenti, poetiche, drammatiche esperienze che ci fanno riflettere su quanto è sorprendente la vita. Paolo, inoltre, condivide con il pubblico un’altra sua passione, il canto. Propone alcune canzoni che hanno un significato particolare nel suo mondo e che confermano le sue doti di artista a trecentosessanta gradi. 

Un breve e ironico bilancio di un uomo che a cinquant’anni ha imparato a fare della sua esistenza ciò che ha sempre sognato, e a metà del suo cammino sceglie con coraggio di condividere le sue esperienze, i suoi errori e giocare a fare progetti per il futuro, perché consapevole che nella vita niente è facile ma nulla è impossibile. 

La peculiarità della rappresentazione è di essere un felice esempio di teatro canzone, genere espressivo legato alla teatralità, alla parola e alla musica e la cui struttura portante è costituita dall’agile alternanza di parti cantate e recitate. Molti meriti di questo sapiente amalgama vanno riconosciuti al regista e coautore Luigi Russo, amico da tanti anni di Conticini. La loro sintonia riesce a trasformare la parola letteraria del libro autobiografico sopracitato in parola teatrale viva e robusta. In effetti, a differenza della letteratura non drammaturgica, che prende forma sulla carta, la scrittura per il teatro trova espressione piena attraverso il palcoscenico, creando una comunicazione diretta col pubblico. 

Un leggìo e una chitarra, storie e canzoni, gli ingredienti principali e leggeri di una performance di ottanta minuti circa (regia Luigi Russo), in cui Paolo ci fa dimenticare temporaneamente un momento storico difficile per tutto il mondo.

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