sabato, 3 Dicembre 2022
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Storie dal Perinei: il racconto di Chiara

In questa puntata la denuncia di una violenza ostetrica

La nuova rubrica settimanale IlTag.it con i racconti e le testimonianze dirette.

La testimonianza di oggi è l’esperienza di Chiara nel reparto di ginecologia dell’Ospedale della Murgia.

Ecco il racconto di Chiara e della “indimenticabile” notte del suo primo parto.

La notte al Perinei di 2 anni fa la ricordo come un incubo.

Da essere un momento bello e da ricordare, la nascita della mia prima figlia, sarà purtroppo una brutta esperienza difficile da dimenticare.

Sono stata trattata malissimo dalle ostetriche del reparto di ginecologia. Zero empatia. Appena arrivata in sedia a rotelle, hanno minimizzato il mio dolore. Non riuscivo davvero a camminare. Durante la visita, mi dicevano di sbrigarmi a spogliarmi e che non potevano stare a perdere tempo con me. Io sono rimasta allibita e dicevo che mi lamentavo per i dolori forti ma loro sembravano non crederci. Inoltre, mi hanno anche rimproverata per aver preso troppo peso durante la gravidanza. Ho messo su 18 chili e partivo da una situazione di sovrappeso. Io capisco tutto ma non penso fosse quello il momento giusto per sottolineare quanti chili avrei dovuto prendere. Anche perché non ero capace di ragionare per il dolore e dare delle risposte sensate, poi ormai era inutile stavo per partorire.

Arriva poi il momento più brutto: si sono rotte le acque ma la bambina non riusciva ad uscire. Mi hanno fatto una manovra bruttissima, senza preavviso e senza chiedere il mio consenso. Due ostetriche mi hanno premuto fortissimo sulla pancia e alle mie urla mi hanno risposto di smetterla e di non esagerare. Per fortuna la bambina è nata sana ma anche durante i 3 giorni di degenza in ospedale non ho trovato personale sanitario gentile e premuroso. Mi sono sentita un peso, di troppo e non vedevo l’ora di tornare a casa. Io penso che in un momento delicato, anche psicologicamente, come quello del parto c’è bisogno di avere intorno a sé gente amorevole e non scocciata e arrogante.

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Ora sono incinta del secondo figlio e, mi dispiace dirlo, andrò in un’altra struttura ospedaliera dove spero di trovare personale sanitario più gentile ed empatico. Non voglio più ripetere quella brutta esperienza e mi auguro che nessun’altra donna subisca lo stesso trattamento”.

APPUNTAMENTO ALLA PROSSIMA PUNTATA PER UN ALTRO RACCONTO!

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*le testimonianze resteranno anonime

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