sabato, 3 Dicembre 2022
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AAA lavoratori stagionali cercasi

Boom di turisti in Puglia ma mancano cuochi, pizzaioli e camerieri

In Puglia mancano i lavoratori.

Boom di prenotazioni nelle strutture ricettive del tacco d’Italia. La nostra regione è nella top 3 delle mete preferite nel 2022 dai vacanzieri, insieme a Sicilia e Sardegna.

La Vacanza in Puglia è scelta per varie ragioni: clima, paesaggi mozzafiato, luoghi magici, cibo, tradizione, folklore, accoglienza, mare, spiagge e cultura.

In tutto questo, c’è un grande “Ma” nella macchina organizzativa del settore alberghiero e ristorativo: la mancanza preoccupante di lavoratori stagionali.

Emergenza settore agricolo

Mancano i lavoratori in Puglia in diversi settori strategici. Un disagio che riguarda altri comparti essenziali dell’economia pugliese, come quello agricolo in sofferenza per l’assenza di manodopera nei campi di pomodoro o nella raccolta di frutta.

Lo stesso allarme lanciato, a fine maggio, dalla Coldiretti Basilicata con la campagna di raccolta estiva di frutta e verdura alle porte. Con oltre 15.500.000 giornate la Puglia è tra le regioni che impiegano più manodopera in agricoltura. Pesano la pandemia, il reddito di cittadinanza e i nuovi lavori. Di certo, la mancanza di lavoratori nel settore agricolo in Puglia è un problema economico per le imprese che vogliono stare sul mercato in modo chiaro e onesto.

Al riguardo il presidente di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani, il 31 maggio scorso ha dichiarato: “I disagi maggiori potrebbe verificarsi nel Metapontino, per questo occorre velocizzare il rilascio dei nulla osta necessari per consentire ai lavoratori extracomunitari, ammessi all’ingresso con il decreto flussi di poter arrivare per lavorare nelle imprese agricole al più presto. Sul fronte dei lavoratori extracomunitari occorre velocizzare il rilascio dei nulla osta necessari per consentire ai lavoratori extracomunitari, ammessi all’ingresso con il decreto flussi, di poter arrivare in Italia per lavorare nelle imprese agricole al più presto. Le imprese agricole hanno bisogno dei lavoratori richiesti ma, ad oggi, non sono stati ancora rilasciati i nulla osta da parte degli Sportelli Unici. Rispetto all`anno scorso le quote di lavoratori extracomunitari ammessi per decreto in Italia è stato alzato a 69mila. Di questi, la fetta riservata all’agricoltura è di 42mila posti, a fronte dei quali sono però pervenute circa 100mila domande”.

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In Puglia è ottenuto da mani straniere più di ¼ del Made in Italy a tavola. Con 39mila lavoratori stranieri che forniscono il 22,4% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore.

Truffe e furbetti

In questa stagione estiva, rispetto alla scorsa, la situazione organizzativa nelle strutture recettive pugliesi è peggiorata tantissimo. Molti lavoratori chiedono di lavorare a nero senza un contratto regolare perché percepiscono il reddito di cittadinanza. Nel 70% dei casi, i posti offerti dai centri per l’impiego italiani sono rimasti non occupati.

Pesano anche le truffe scoperte in tutta Italia. Molti i furbetti del reddito di cittadinanza che incassano soldi pur non possedendo i requisiti.

L’aspetto più drammatico è la brutta figura che la nostra regione sta facendo con il turismo italiano e straniero fornendo un servizio scadente e a prezzi alti. Abbiamo strutture ricettive meravigliose, ma senza servizi essenziali. Mancano camerieri di sala, cuochi, pizzaioli, lavapiatti, autisti, giardinieri, receptionist e altre figure professionali essenziali.

Come finirà l’estate pugliese?

C’è stato un vero boom nel settore ristorativo e ricettivo in Puglia negli ultimi anni: rispettivamente +30% e +40%. Non c’è stato, però, l’aumento di risorse umane da integrare. Piccole e medie imprese turistiche che stanno vivendo una crescita importante ma senza personale formato. Mancano i lavoratori e mancano soprattutto i professionisti di settore.

Per anni sono state assunte persone senza competenze, con l’idea che non servisse formare il personale stagionale. Ultimo aspetto, non meno importante, sono i salari bassi e un ambiente di lavoro poco stimolante.

Una combinazione di fattori che hanno fatto allontanare i lavoratori, molti dei quali preferiscono stare a casa e non lavorare.

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