mercoledì, 6 Luglio 2022
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Pizza-Gate: la polemica di Briatore.

Flavio Briatore accende la polemica sui prezzi

Cibo da ricchi o per tutti?

Tutto parte da una dichiarazione dell’imprenditore Flavio Briatore, di certo non nuovo alle polemiche via social.

Briatore difende i prezzi delle sue pizze, del suo famoso locale “Crazy Pizza”. 15 euro per una Margherita, 13 euro per la Marinara ma anche 65 euro per la Pata Negra.

Inaugurato a Londra nel 2019, Crazy Pizza ha diverse sedi a Roma, Milano e Porto Cervo. Il locale è modaiolo ma informale, la clientela trasversale. Pizzaioli acrobati si esibiscono tra i tavoli mentre i clienti degustano la pizza.

La domanda provocatoria affidata da Briatore ai social e rilanciata sui maggiori quotidiani è: “Chi fa pagare una pizza 4-5 euro cosa ci mette dentro?”. L’allusione, neanche troppo velata, è sulla scelta di materie prime scadenti, di lavoratori sottopagati e/o senza contratto, scontrini e fatture non emesse, di affitti e tasse non pagate.

A difendere la pizza e il suo essere popolare, anche nei prezzi, ci ha pensato Sorbillo. Per protesta alla “pizza d’oro” per ricchi, ha distribuito pizza gratis davanti al suo locale di Napoli. Al grido “la pizza al popolo”, è stata questa la risposta dei pizzaioli partenopei alle provocazioni di Briatore per aver sostenuto che una pizza venduta a 5 euro non può essere di qualità. Gino Sorbillo, davanti a fotografi e giornalisti, ha invitato Briatore ad assaggiare la sua pizza. “La pizza nasce come piatto popolare — ha aggiunto Sorbillo — e deve restarlo. A noi piace lavorare con il popolo e accontentare tutti, bambini, disoccupati, professionisti e pensionati. Davanti a una pizza sono tutti uguali e tutti devono potersela permettere”.

Questa polemica, però, ha posto negli utenti diverse domande. Una fra tutti: qual è il giusto prezzo di una buona pizza? E’ corretto pagare una Margherita 4-5 euro o è troppo poco?

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Di certo non vorremmo che la pizza diventi un prodotto di lusso, esclusivo per ricchi. E’ lecito, però, porsi alcune domande in particolare sulla scelta delle materie prime.

Partendo dalla Margherita, è giusto per il cliente sapere la provenienza e i costi di farina, pomodoro e mozzarella?

Rilanciamo la domanda a voi e saremmo lieti di ascoltare le risposte dei pizzaioli, delle pizzerie di zona, dei clienti e dei nostri lettori.

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