giovedì, 2 Febbraio 2023
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In memoria dell’Avv. Titino Gurrado

Il ricordo commosso dell'Avv. Giuseppe Digena, suo praticante nel 1988. Funerali nel pomeriggio

Una sera di Febbraio del 1988 mi recai presso lo studio dell’AvvocatoVito Gurrado e dopo le spontanee e convenevoli presentazioni gli chiesi umilmente di poter frequentare il suo studio per la pratica che avrei dovuto seguire di lì a qualche mese, dovendo discutere la tesi di laurea nel Luglio dello stesso anno.

L’Avvocato Gurrado accolse la mia richiesta con stupore ma, anche con estremo piacere, e da subito mi disse: “in questo studio si lavora, si lavora tanto e si lavora per la tutela degli interessi e dei diritti dei più deboli”. E, soggiunse, “per davvero vuoi diventare avvocato?”

Io, che rimasi estremamente colpito dalle parole e dal senso di estrema fiducia che riuscì a trasmettermi in pochi minuti, e senza indugiare risposi di sì, pur non riuscendo a nascondere la mia estrema emozione e tensione.

Fu allora che mi disse: “Domattina alle otto si va a Bari in Tribunale”.

Ebbe inizio il mio praticantato. Da buon maestro, subito mi coinvolse nello studio dei casi, nella partecipazione alle udienze, in breve, in un concreto ed effettivo intervento nell’attività preparatoria di atti e nello svolgimento procedimentale di ogni singola questione giudiziaria, sollecitandomi da subito alla redazione di pareri e atti, ricerche giurisprudenziali e dottrinali.

L’Avvocato Gurrado ha rappresentato per me una guida, trasmettendomi tanta fiducia, tanta cultura e soprattutto tanta disponibilità, e ciò ha reso più semplice e concretamente ed oggettivamente possibile conseguire il massimo apprendimento delle sue indiscusse ed indiscutibili scienze e conoscenze oltre che delle sue competenze altamente professionali.

Non è stato un insegnante di professione ma, un professionista, non è stato mai un protagonista ma ha preteso rispetto della persona e della toga da chiunque, in particolare dai colleghi e dai magistrati, rispetto che ovviamente ha sempre corrisposto con serietà senza mai chinare la schiena.

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Con lui ho condiviso il mio percorso formativo anche in seguito al praticantato e per oltre tre anni durante i quali ho consolidato in Lui, per molteplici aspetti, anche la figura paterna che nelle more avevo perduto.

Lui mi trasmesso e dato il coraggio e la forza per affrontare ogni difficoltà che si presentava, spronandomi ad andare avanti con rispetto e serietà ma, anche con la necessaria tenacia.

Conservo con cura nella mente e più che in ogni altro luogo nel cuore l’emozione con la quale, lo scorso settembre, venivo informato che il mio maestro sarebbe stato insignito della “Toga d’Oro”.

Ricordo la trepidazione prima della cerimonia, l’inquietudine positiva di giunge ad un ambito traguardo dei 50 anni di professione forense, dedicando tempo, energie, passione e capacità al servizio della giustizia.

La notizia che l’Avvocato Vito Gurrado non è più tra noi, ci ha lasciato tutti impietriti, con molti ricordi di sé, della sua presenza corretta,  semplicità, la radicata lealtà, la modestia e la costante disponibilità in particolar modo verso i più deboli.

E stato un Avvocato come pochi, con la A maiuscola, un esempio da seguire per tutti noi, una guida non soltanto per coloro che più strettamente hanno beneficiato in maniera profonda e concreta della sua sobrietà, scienza e conoscenza che impeccabilmente cospargeva nei rapporti personali e negli atti a sua firma.

Questi pensieri non vogliono essere assolutamente retorica ma l’Avvocato Gurrado, per gli amici “Titino”, è stato davvero un maestro e, con la pacatezza d’animo che lo ha sempre contraddistinto è riuscito a costruire intorno a sé stima, amici e tanto affetto.

Ora che Titino non è più tra noi, avvertiamo tutti un grande vuoto piombato all’improvviso e lo sgomento prima e il dolore poi, ci hanno sopraffatto.

Non ci sono parole giuste o sufficienti per ricordare l’uomo, il collega, l’amico Titino ed il suo grande ed impareggiabile “sapere” così ben delineato tanto nei rapporti umani quanto negli atti difensivi.

Allora non mi resta che dirgli grazie per aver accettato 34 anni addietro la mia richiesta e per avermi fatto da guida.

il Ragazzo

Peppino Digena

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